Il valore e l’importanza delle emozioni in ogni evento

L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.. Khalil Gibran

Ho sempre pensato che le emozioni nella vita siano tutto. Chi ha la fortuna di fare un lavoro che ama, lo prova probabilmente un po’ più di altri: non c’è fatica che regga il confronto con l’emozione di un successo. Spesso, le persone che ho la fortuna di incontrare mi chiedono, “Come si fa a gestire le emozioni durante la progettazione e l’organizzazione di un evento?

Progettare un evento è un lavoro bellissimo oserei dire entusiasmante, mette alla prova non solo la preparazione personale, ma anche la propria creatività. E’ un lavoro che non conosce noia e nemmeno routine. Tuttavia, non mancano i lati negativi, quei lati che ogni tanto mettono in difficoltà il proprio equilibrio personale, ma emozionarsi per quello che si fa ripaga di ogni sforzo.

Immagino che molti organizzatori di eventi, meeting planner si siano riconosciuti in questa descrizione, perché è indubbio che organizzare eventi possa dimostrarsi un lavoro molto stressante, ma anche di grande soddisfazione e per quanto mi riguarda nello specifico, io che a tutto questo aggiungo anche la progettazione culturale non mi stanco mai di produrre nuovi contenuti, idee e progetti, una visione a trecentosessanta gradi su cui costantemente amo interrogarmi ed agire.

Si esatto, amo pormi sempre nuovi obiettivi, analizzare i bisogni e le necessità del territorio, delle persone, dei professionisti e degli enti per cui lavoro perché fare tutto questo mi emoziona e mi fa sentire viva.

Ecco allora, che tra le varie sensazioni positive e negative sicuramente inserisco il divertimento, sarebbe molto difficile per me creare qualsiasi cosa senza, ma anche l Ansia specie nei momenti che precedono l’inizio di un evento, mi sento un po’ come un attore alla prima di uno spettacolo. Riguardo la check list per essere certa di avere tutto sotto controllo, ripercorro mentalmente quello che è stato fatto e tutto ciò che c’è ancora da fare. Insomma, modalità ansia On. Tanta Fiducia, si perché accanto ad un sentimento come l’ansia amo abbinare un sentimento positivo come questo nelle mie capacità e in quelle di chi mi affianca o collabora con me per la buona riuscita dell’evento. La fiducia è, secondo me, il sentimento che dà la giusta energia per vedere tutto in maniera positiva e che tutto andrà bene.

Poi metterei una buona dose di stress, della serie non facciamoci mancare proprio nulla, perché avere tutto sotto controllo è molto faticoso e quando l’attenzione è alle stelle lo stress è al massimo, ma c’è chi sostiene che “sotto stress lavora meglio”.

Un pizzico di Attesa.

Anche se solitamente non c’è nemmeno un minuto di calma durante l’evento, probabilmente nemmeno per pensare, nella mia mente troverà sempre posto la fatidica domanda..Come sta andando?

Allegria in grande quantità.

Solitamente, a meno che non succeda qualche imprevisto, vedere il frutto del mio lavoro prendere forma non può che rendermi felice e soddisfatta, scoprirmi con un sorriso sulle labbra è proprio una bella emozione specie quando percepisco tutto questo nelle persone partecipanti perché nell’aria e nell’atmosfera si sprigiona una magia speciale fatta di relazioni, conoscenze, opportunità, occasioni da prendere al volo.

Adrenalina sempre presente, si lo ammetto, per me è come un antidolorifico che non fa sentire la fatica, dà energia, anche quella che pensavo di non avere soprattutto quando gli eventi sono tanti.

Poi, in realtà, quando l’evento è giunto al termine e tutto è andato bene, parte lo stato di liberazione, anche se il lavoro non è ancora terminato e il post evento nei giorni successivi mi tiene molto occupata, subentra in me sollievo e riposo. Appena mi fermo un attimo e mi rilasso, ecco che cado in uno stato di stanchezza infinita, questo è il momento dove è giunta l’ora di riposarmi e recuperare l’energia per ripartire al massimo il giorno seguente.